Il tempo sembra essersi fermato alla Rivoluzione Industriale dell’800. L'antico centro della Magna Grecia contaminato nell'aria, nella terra e nell'acqua, con un passato che sembra tornare a galla.

Lo sfondo è quello del polo siderurgico di Taranto. Il più grande d'Europa e anche il più inquinato. Malgrado la presenza della grande industria, a Taranto esiste un esercito di disoccupati: 110 mila persone, circa il 40% dell'intera popolazione. Oggi il pascolo e l'agricoltura sono proibiti nel raggio di 20 chilometri dall'Ilva, mentre il bestiame contenente diossina è stato abbattuto e molti si domandano ironicamente se anche a loro toccherà la stessa fine. L'unione Europea ha aperto una procedura di infrazione contro l'Italia per la vicenda dell'acciaieria di Taranto, secondo cui le autorità italiane non hanno garantito il rispetto delle prescrizioni che regolano le emissioni industriali, con gravissime conseguenze per la salute e l’ambiente. Nel corso degli ultimi anni gli impianti di Taranto sono stati al centro di un braccio di ferro tra la magistratura e il governo. Corruzioni, concussioni e vari altri reati sono stati ipotizzati nell'ambito dell'inchiesta "Ambiente svenduto", portata avanti dalla Procura di Taranto. Secondo studi medici ed epidemiologici, nell'antico centro della Magna Grecia si registra un aumento del 30-40% di tutte le forme tumorali (alcune neoplasie sono aumentate del 100%) e delle malattie correlate all'inquinamento da diossina e amianto. Tantissime famiglie sono divise tra il bisogno di lavorare e quello di tutelare la salute dei propri figli.

HOLD THE BREATH (2013-2016)